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Il terzo incomodo

da TRE RITRATTI IRRIVERENTI

di Luigi Lunari

produzione Centro Teatrale Senigalliese

con Francesca Berardi e Filippo Mantoni
adattamento e regia di Luigi Moretti

Note di regia

Boccaccio è accorato dall’idea di essere terzo incomodo in quel Dante-Petrarca-Boccaccio in cui è incarcerato dal tempo e con il quale per certo passerà ai posteri. In una tormentata preghiera chiede al Padreterno perché non abbia soccorso anche lui come ha fatto mandando Beatrice a Dante e a Petrarca l’incontro salvifico con Laura per far nascere nuove rime e una poesia che al centro metta le doti spirituali dell’amata, esaltata non solo per le sue qualità femminili ma quasi come un angelo sulla terra.
Dunque, Divina Commedia e Canzoniere contro Decamerone. Boccaccio disperato e umiliato nel suo orgoglio di poeta, in cambio del perdono è disposto a rinnegare la sua opera più rappresentativa.
Boccaccio in “Elegia di madonna Fiammetta” rappresenta Fiammetta non come oggetto d’amore ma come una persona dotata di volontà ed emotività proprie e sarà proprio lei ad apparirgli in sogno per convincerlo che nella sua opera c’è la vita vera, la vita che conta.
Fiammetta lo scuote, parla diretta, ridicolizza Dante e Petrarca in un vortice di citazioni letterarie che evocano le altre due coppie protagoniste colte nella loro quotidianità: Gemma, moglie di Dante, intenta nelle faccende domestiche, furiosa per Beatrice, frustrata e stanca di vivere all’ombra del grande poeta e il marito di Laura, musa di Petrarca, mentre rilegge una lettera di querela per stalking diretta al Capo della polizia di Avignone.

Tre brevi testi, tre coppie, Boccaccio e Fiammetta, Laura e suo marito Ugo di Sade, Dante e sua moglie Gemma Donati. Boccaccio terzo incomodo tra Dante e Petrarca, Petrarca tra Laura e suo marito, Beatrice tra Dante e sua moglie.
I tre testi sono pensati e scritti da Lunari come tre brevi atti unici ma l’idea di rappresentarli distinti uno dopo l’altro non mi bastava, avevo bisogno di un’idea “collante” e l’input è arrivato da una definizione del dialogo dello stesso Lunari: “ elegante simmetria di intreccio” . Non ho dunque esitato ad intrecciarli, intersecarli tra loro per dare vita a un gioco teatrale, sì arduo ma molto divertente, in cui i due attori entrano e escono continuamente da una coppia all’altra guidati da un disegno preciso in cui l’eleganza formale dei testi di Lunari non viene compromessa e il gioco di ironia e irriverenza viene esaltato da un ritmo serrato e vivace. Dante e Petrarca senza rispetto alcuno vengono fatti a pezzi e Boccaccio avrà finalmente il suo gioioso riscatto.

Luigi Moretti

Luigi Lunari presenta “Tre ritratti irriverenti”