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CHI SIAMO

Bacajà è un’espressione tipica delle nostre belle Marche che deriva dal verbo baccagliare cioè “fare strepito” o anche “gridare con gioia”; la sua etimologia va fatta risalire ai baccanali, cioè quelle festività popolari di origine latina destinate a propiziarsi i favori di Bacco, dio romano del vino ma anche, in un senso più ampio, dio della liberazione.

E proprio questo significa per noi oggi Bacajà!: un grido di gioia e di liberazione che passa attraverso il Teatro, una festa fatta di persone, di arte e di risate che ogni anno riempiono l’estate di Senigallia.

Il Festival vuole essere crocevia europeo di pirati, cioè di tutte le migliori esperienze artistiche che si occupano di Teatro Popolare. Negli ultimi anni, in tutta Europa si sta assistendo ad una rinascita del Teatro Popolare e si è costituita una rete denominata Nuovo Teatro Popolare Europeo che mette in collegamento i più importanti centri europei di Commedia dell’Arte e teatro popolare.

Il Bacajà! è l’appuntamento italiano di questa rinascita.

Gli obbiettivi del Festival sono:

  1. Promuovere una nuova generazione di attori artigiani che, tramite percorsi di alta formazione integrata con i più importanti Maestri della scena europea, possano sviluppare una personale linea poetica e di ricerca;
  2. Riportare le persone a godere del teatro ospitando compagnie regionali, nazionali ed internazionali legate dal file-rouge della qualità, del valore politico del loro messaggio e della fruibilità inter-generazionale degli spettacoli prodotti;
  3. Creare un “villaggio teatrale” che incentivi l’offerta culturale regionale e, di conseguenza, il turismo culturale. Ciò, riportando il teatro nella quotidianità e negli spazi della nostra Regione, cosicché città come Senigallia possano essere vissute non solo come “città dello svago” ma anche come luoghi di bellezza e di cultura.

Il Centro Teatrale Senigalliese nasce nel 2010 come struttura stabile e pubblica per un nuovo Teatro Popolare d’Arte.

Il C.T.S. si interroga sul concetto di “popolare” affinché si torni a percepire il teatro come “fatto culturale” complesso. Come “specchio critico” della realtà. Come mezzo per valorizzare l’Essere Umano. Come motore politico per trasformare e migliorare la società.

Come luogo dove il popolo tutto possa compiere un suo rito collettivo prendendo coscienza e diventando protagonista del proprio tempo. Per questo, il C.T.S. ha scelto come modalità di lavoro e di formazione l’unione di due concetti inseparabili: Artigianato -cioè la creazione di un oggetto, frutto di un lavoro costante e privo di regole preconfezionate, fatto a mano o con semplici attrezzi e che ha un’utilità quotidiana- e Arte -cioè la creazione di un oggetto fatto perfezionando le tecniche creative allo scopo di ricercare la Bellezza-.