Header Image

CHI SIAMO

Bacajà! è un’espressione tipica marchigiana che deriva dal verbo baccagliare cioè “fare strepito” o anche “gridare con gioia”; la sua etimologia va fatta risalire ai baccanali, cioè le festività popolari di origine latina destinate a propiziarsi i favori di Bacco, dio romano del vino ma anche, in un senso più ampio, dio della liberazione.

Bacajà! È dunque un grido di gioia e di liberazione che si concretizza attraverso il rituale del Teatro, quale momento in cui la collettività si riunisce, condivide emozioni e si pone interrogativi.

Il Festival è organizzato dal Centro Teatrale Senigalliese, struttura che opera dal 2010 nell’ambito della formazione, diffusione e produzione teatrale, con il patrocinio del Comune di Senigallia, della Regione Marche e dell’Università “Carlo Bo” di Urbino e la collaborazione di A.M.A.T. Il Festival apre i battenti nel 2014 con le seguenti finalità:

  • Promuovere una nuova generazione di attori artigiani che, tramite percorsi di alta formazione integrata con i più importanti Maestri della scena europea, possano sviluppare una personale linea poetica e di ricerca;
  • Riportare le persone a godere del teatro ospitando compagnie regionali, nazionali ed internazionali legate dal file-rouge della qualità, del valore politico del loro messaggio e della fruibilità inter-generazionale degli spettacoli prodotti;
  • Creare un “villaggio teatrale” che incentivi l’offerta culturale regionale e, di conseguenza, il turismo culturale. Ciò, riportando il teatro nella quotidianità e negli spazi della nostra Regione, cosicché città come Senigallia possano essere vissute non solo come “città dello svago” ma anche come luoghi di bellezza e di cultura.

Per queste ragioni il festival prevede stage di alta formazione per attori, momenti di incontro pre-spettacolo con compagnie e registi e spettacoli teatrali.

Il Centro Teatrale Senigalliese nasce nel 2010 come struttura stabile e pubblica per un nuovo Teatro Popolare d’Arte.

Il C.T.S. si interroga sul concetto di “popolare” affinché si torni a percepire il teatro come “fatto culturale” complesso. Come “specchio critico” della realtà. Come mezzo per valorizzare l’Essere Umano. Come motore politico per trasformare e migliorare la società.

Come luogo dove il popolo tutto possa compiere un suo rito collettivo prendendo coscienza e diventando protagonista del proprio tempo. Per questo, il C.T.S. ha scelto come modalità di lavoro e di formazione l’unione di due concetti inseparabili: Artigianato -cioè la creazione di un oggetto, frutto di un lavoro costante e privo di regole preconfezionate, fatto a mano o con semplici attrezzi e che ha un’utilità quotidiana- e Arte -cioè la creazione di un oggetto fatto perfezionando le tecniche creative allo scopo di ricercare la Bellezza-.